Per iniziare il nuovo corso del sito internet del Rotaract Milano Duomo vi offriamo il racconto del nostro passaggio delle consegne visto dagli occhi della nostra aspirante Carlotta Manzoni.
Il 29 Giugno il Rotaract Duomo al completo si è ritrovato all’Hotel Manin per celebrare il passaggio di consegne tra Maria Luce Piattelli e Lorenzo Campanella Castelvecchi. Durante l’aperitivo, che ho scoperto non essere altro che un modo per permettere ai membri di arrivare in ritardo senza dare troppo nell’occhio, ho capito che questa sera sarebbe stata diversa dalle altre alle quali avevo partecipato, sia da un punto di vista della forma, sia (e soprattutto) per lo spirito con il quale ogni singolo membro si è presentato all’avvenimento. In queste occasioni la cosa più bella da fare è guardare il modo in cui le persone interagiscono, perché dietro la simpatia, la sicurezza le boutades tra amici, con un occhio attento è possibile notare quasi lo spettro completo delle emozioni umane, a partire dalla malinconia di chi ha finito la sua esperienza all’eccitazione di chi muove i suoi primi passi all’interno del club, dalla baldanza di chi lascia un incarico, alla soddisfazione mista ad incertezza di chi sta per prenderne il posto, il tutto in un clima di travolgente ed inarrestabile allegria ed entusiasmo; nella coscienza (o forse solo nell’illusione?) di star lasciando il segno, in un modo o nell’altro, non solo nella storia del club, ma negli animi di tutti quelli che sono presenti.
Una volta seduti a tavola, come da copione, il rituale è stato scandito dalle varie portate; tutto a partire dalla presentazione di tre nuovi aspiranti, introdotti brevemente da altrettanti soci: Carlotta Vasoli presentata, o per meglio dire, accompagnata dolcemente da suo fratello Federico che, dopo 9 anni di fedele militanza, lascia il Rotaract Duomo e passa “letteralmente” il testimone a sua sorella; Carlotta Manzoni (autrice di questo articolo nda) presentata da Francesco Ascioti e Alberto Cusimano presentato da Fulvio Biondo.
[tutte le foto della serata le potete trovare qui]
Dopo la seconda portata, è stata presentata la “Mela Artistica”, che, nomen omen, è esattamente quello che indica il titolo e questo ha lasciato stupite non poche persone, riconoscibili per lo sguardo perplesso che rivolgevano ai pomi intagliati (da notare la variazione sul tema del “limone artistico” con le sembianze di un maialino); ricomposta la serietà tra un pubblico particolarmente divertito, Davide Pirovano ha provveduto ad illustrare l’aneddoto che ha portato alla nascita di questa tradizione culinaria e che lo ha visto protagonista insieme a Federico Visconti e al Prof. Purini, noto architetto e ideatore del pezzo d’arte.
Successivamente Maria Luce, con il supporto di Ming San Hu, ha dedicato un momento al ricordo della Signora Muriglio, venuta a mancare quest’anno e che è sempre stata un grande esempio di forza d’animo, tenacia e soprattutto buon cuore; le parole della (quasi) Past Presidentessa erano evidentemente mosse dalla commozione mentre raccontava della fiducia che questa donna ha sempre riposto nel club e nelle sue capacità e degli sforzi dei membri di non disattendere mai quest’idea. Perché in fondo non bisogna dimenticare il vero scopo dell’attività rotaractiana, cioè lo spirito di servizio, che accomuna tutti i soci, sia quelli più giovani, inesperti e curiosi, che quelli più “anziani”, a cui guardare in ricerca d’aiuto quando la situazione diventa difficile. Del resto, come ha ricordato Maria Luce, le cose non sono sempre (anzi, mai) facili e bisogna lottare per ottenere anche il minimo risultato; solo la costanza e la volontà di riuscire, la caparbietà dai singoli unita alla forza del gruppo permettono il raggiungimento degli obiettivi. E’ quindi grazie a questo che anche quest’anno, come tutti quelli passati, siamo riusciti a permettere a suo figlio Stefano Muriglio, afflitto da una disabilità fisico-motoria , di andare in una colonia estiva specializzata, per ritrovare quel minimo di serenità che a volte la vita si porta via. Questo grazie a una raccolta fondi svolta nel corso delle varie attività, e che ha permesso sia di aiutare questo ragazzo, che di aiutare la regione abruzzese sconvolta dopo il terremoto.
Dopo un minuto di silenzio per ricordare la signora, che in questa occasione è divenuta il simbolo della missione del Rotarct, è giunto il momento per Maria Luce di salutare e ringraziare tutte le persone che l’hanno aiutata in questo lungo anno (e che a quanto pare sono state tantissime!) omaggiandole con magliette personalizzate e biscotti, al posto delle (cito) “solite e noiose targhe”; questo per distaccarsi ancor più da quell’etichetta di ferrea serietà che rispecchia molti club, ma che, come Maria Luce ribadisce spesso, non si addice al Milano Duomo. Con queste premesse l’unica cosa che non poteva mancare era collage di foto di tutte le avventure vissute nel corso dell’anno (ovviamente gli scatti più imbarazzanti andavano per la maggiore) dove i soci sono ritratti alle prese con svariate attività, a partire dalla festa anni ’80, fino alla storica festa sul battello, passando da una conviviale per ricordare una vittima della criminalità organizzata a un corso di degustazione di vini. Mille ricordi, che sono riaffiorati tra le risate generali di chi vedeva ritratti i loro amici e le facce sgomente dei protagonisti delle foto più improponibili.
La serata stava oramai per giungere al termine, ma prima di presentare il nuovo direttivo, due persone hanno voluto prendere la parola per dare il loro addio al club: Marco Mott (anche se, nel suo caso specifico, si dovrebbe parlare di coercizione più che di atto volontario) e, come prima accennato, Federico Vasoli; entrambi past-president; entrambi grandi ex-presidenti. Chiaramente non lo dico per esperienza diretta, essendo arrivata da pochi mesi, ma mi limito a scrivere in base alle informazioni e ai commenti che ho raccolto in questo breve periodo e che mi fanno rimpiangere di non essermi unita prima a questo gruppo coinvolgente!
E’ così finalmente giunta l’ora dell’ultimo passaggio, il più importante, l’unico, vero motivo per cui ci siamo riuniti qui questa sera: il passaggio di consegne tra Maria Luce che ha reso a dir poco memorabile l’anno 2009-2010 (e non solo perché ha accettato me come aspirante, ma anche per questo) e Lorenzo Campanella, che si impegna a seguire le orme di chi prima di lui ha accettato quel collare, noncurante delle difficoltà logistiche che il trasferimento a Genova potrebbe comportare, ma pervaso da tanta voglia di fare, tanta voglia di essere una guida degna di tale nome e soprattutto tanta voglia di portare il suo contributo; tutto questo ovviamente affiancato da un super team composto da Edoardo (vice presidente), Lucia & Francesco (segretari), Alessandra (tesoriere) Valentina & Marta (prefettura), Stefano, Sandro, Fulvio e Fabrizio (consiglieri).
Dopo il discorso di inizio mandato del Presidente, eravamo giunti a mezzanotte avendo assistito a quattro monologhi. Ora, non so se fosse l’emozione di essere diventata aspirante o per il fatto che si trattasse di quattro avvocati, ma il risultato è stato dirompente a livello motivazionale.
Ho ricominciato ad osservare i miei nuovi compagni di viaggio in silenzio e ho notato che non ero l’unica ad aver cambiato prospettiva: perché ora l’attenzione di tutti non era più su se stessi, ma nei loro sguardi c’era unità, il sostegno reciproco e soprattutto tanta complicità. Perché forse il modo migliore per descrivere il Rotaract Duomo è abbandonare la prospettiva formale, e cominciare a parlare di un grandissimo gruppo affiatato, che affronta la vita insieme non limitandosi alle singole occasioni di club ma condividendo tutto in un clima sempre piacevole e costruttivo... d'altronde:
Carlotta Manzoni
mitica chaaaaaarrrrrllllyyyyy!!!!
RispondiEliminala tua sostenitrice number ONE!
carlotta...
RispondiEliminanei consiglieri ci sono anch'ioooo :-)
ehehehe
(anche se da remoto)